Marisa Pancottini

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Iridologia
 
L'Iridologia Olistica, benche' non costituisca un metodo diagnostico, e' una pratica naturopatica che, attraverso la lettura morfologica e cromatica dell'iride permette di conoscere la condizione psico-fisica, di riconoscere la sede e l'origine degli squilibri e di individuare a quale costituzione e sottocostituzione appartiene la persona osservata, indipendentemente dalla presenza o meno di una patologia in atto.
Dall'analisi iridea, secondo un'ottica naturopatica-emozionale-organicista, l'operatore iridologo e' in grado di formulare un'ipotesi sulla capacita' di riequilibrio funzionale del soggetto affinche' lo stesso possa mettere in atto le proprie capacita' di auto-recupero fisiologico.

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La Mappa Iridea e' tratta dal libro 'Iridologia applicata alla Naturopatia' del Dott. Rudy Lanza.

L'iridologia non e' un metodo per fare diagnosi, e' piuttosto un metodo di analisi della parte colorata dell'occhio, che nasce dall'intento di valutare gli squilibri psico-fisici dell'individuo.
Valutando la struttura della trama iridea e' possibile risalire a diversi aspetti:
- costituzione genotipica e fenotipica
- informazioni sull'equilibrio psico-neuro-endocrino
- potenziale energetico individuale
- sovraccarico tossinico
- capacita' di eliminazione dei residui tossinici
- cause degli squilibri
- sovraccarico umorale

La lettura diatesica
Privilegia l'analisi:
della funzionalita' emuntoriale, cioe' capacita' di eliminazione di scarti metabolici e tossinici;
la forza vitale;
equilibrio del metabolismo minerale;
acidosi a livello dei tessuti;

Possiamo affermare, dunque, che il rimedio va ricercato tra la costituzione e la diatesi. Con l'approccio diatesico si ha l'obiettivo dell'esame iridologico che ci permette di individuare il biotipo specifico che e' costituito da un insieme di fattori costituzionali, i quali sono simili nei soggetti per predisposizione, e da un insieme di squilibri psico-fisici.

I Biotipi Iridei
 
Si suddividono in tre categorie: biotipo fibrillare, ematogeno e misto.
Nel primo, iride blu, le fibre molto visibili, hanno una scarsa pigmentazione nello strato posteriore.

Il BIOTIPO FIBRILLARE si suddivide in vari sottobiotipi:

Linfatico Puro
Idrogenoide
Acido Urico
Debolezza del tessuto connettivo
Neurogeno
Ghiandolare

Nel BIOTIPO EMATOGENO l'iride e' marrone, la trama sembra velluto, le fibre non si vedono e c'e' asfissia cellulare. Vi e' una predisposizione a malattie del sistema circolatorio, epatobiliari, ad ansia somatizzata ed a una iper-eccitabilita' neuromuscolare

Nel BIOTIPO MISTO l'iride e' di colore bruno, arancio, con sfumature anche nocciola, non e' proprio una costituzione, ma una modificazione dell'ematogena o della fibrillare.
Essa ha una iper-acidificazione dei tessuti. Vi e' una predisposizione a disturbi reumatici, a patologia del pancreas endocrino ed esocrino.

Biotipo Linfatico Puro   Biotipo Idrogenoide

Biotipo Acido Urico   Biotipo debolezza tessuto connettivo

Biotipo Neurogeno   Biotipo Ghiandolare

Biotipo Ematogeno   Biotipo Misto
I Biotipi Iridei sono tratti dal libro 'Iridologia applicata alla Naturopatia' del Dott. Rudy Lanza.



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